Domande frequenti all'ufficio d’informazioni giuridiche JurLine
Lavoro
- Ieri il mio datore di lavoro mi ha licenziato a voce in seguito a un diverbio. Il licenziamento deve essere effettuato per iscritto e contenere una motivazione, vero?
Se il suo contratto di lavoro individuale o il contratto collettivo di lavoro per il suo settore non prevede espressamente la forma scritta, un licenziamento può anche essere notificato a voce, senza che il datore di lavoro debba fornire una motivazione. Se lei ne fa richiesta, tuttavia, è tenuto a posteriori a indicarle per iscritto i motivi del licenziamento.
- Sono al terzo mese di gravidanza e mi sono candidata per un posto di contabile. Sono obbligata a dire che sono incinta durante il colloquio di presentazione?
No. Lei non è obbligata a dirlo spontaneamente né a rispondere in modo veritiero a una precisa domanda del datore di lavoro. Comunque, esiste qualche eccezione: Se la sua gravidanza le impedisce di lavorare o le crea delle difficoltà, perché il lavoro comporta ad esempio un grande sforzo fisico, lei è tenuta a fornire informazioni veritiere.
- Un’impiegata che lavora da noi già da sette anni è gravemente malata da cinque mesi. All’inizio della malattia lavorava ancora al 50 percento. Ormai è totalmente inabile al lavoro da un mese. Visto che presumibilmente non riprenderà più il suo lavoro, stiamo pianificando la sua sostituzione. Possiamo disdire il rapporto di lavoro?
No, non ancora. In caso di malattia, la vostra impiegata è protetta dalla disdetta per un determinato periodo di tempo. Dal settimo anno di servizio in poi, il periodo di protezione contro la disdetta dura 180 giorni, indipendentemente dal grado di incapacità lavorativa. Quindi, la disdetta è valida soltanto se viene pronunciata una volta scaduto il suddetto periodo di 180 giorni.
- Negli ultimi mesi ho dovuto fare un sacco di straordinari. Ho diritto alla compensazione o al pagamento delle ore di lavoro straordinario?
Dia prima un’occhiata al suo contratto di lavoro o eventualmente nel contratto collettivo. Visto che la compensazione o retribuzione del lavoro straordinario è disciplinata da una cosiddetta norma dispositiva, il datore di lavoro può escluderla per iscritto. Se il contratto è muto a questo proposito, sono determinanti le pertinenti disposizioni di legge. Compensazione delle ore di straordinario. Se lei non è d’accordo, il datore di lavoro deve pagarle per il lavoro straordinario il salario normale più un supplemento del 25 percento.
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Appartamenti in affitto
- Nel mio appartamento in affitto il riscaldamento era rotto. Per diversi giorni in tutta la casa mancava l’acqua calda e non vi era una sola camera riscaldata. Il locatore è tenuto a concedermi una riduzione della pigione?
Sì. Il diritto alla riduzione della pigione sussiste a partire dal momento in cui il locatore ha avuto conoscenza del difetto e fino all’eliminazione del medesimo. L’Associazione degli inquilini dispone di tabelle che indicano a quanto ammontano le riduzioni per i diversi possibili difetti. Informi il locatore del difetto e gli chieda la corrispondente riduzione della pigione il più rapidamente possibile per lettera raccomandata, pregandolo di prendere posizione entro 30 giorni. Se il locatore non reagisce entro la scadenza di questo termine, dopo averlo avvertito per lettera raccomandata lei può depositare la pigione su un conto indicatole dalla competente autorità di conciliazione locale.
- Nella cucina del mio appartamento è stato posato un nuovo pavimento. L’esecuzione di questi lavori ha creato un mucchio di polvere, tant’è che ho dovuto pulire completamente non solo la cucina ma anche due altre stanze. Posso addebitare le spese che ho sostenuto con la pigione che devo al mio locatore?
Sì, ma non può farlo di sua sola iniziativa. Deve avvertire il locatore il più svelto possibile della sporcizia provocata dai lavori e chiedergli di assumersi le spese di pulizia. Visto che è stato il locatore a commissionare la posa di un nuovo pavimento, deve anche assumersi le spese supplementari di pulizia. Si faccia dare dagli artigiani una conferma della sporcizia, possibilmente per iscritto, o scatti delle fotografie. Se il locatore non vuole assumersi queste spese, dopo averlo avvertito per lettera raccomandata lei può depositare la pigione su un conto indicatole dalla competente autorità di conciliazione locale.
- Siamo inquilini di un appartamento al piano terra. Dobbiamo contribuire alle spese per il servizio dell’ascensore anche se non lo utilizziamo mai?
No. Se non utilizzate mai l’ascensore dello stabile, non dovete neanche contribuire alle relative spese. Tuttavia non esiste giurisprudenza a questo proposito. Si tratta dell’opinione di rinomati specialisti del diritto di locazione.
- Ho traslocato sette mesi fa. Il mio ex locatore non mi ha ancora restituito la cauzione del vecchio appartamento. Come devo procedere per recuperare il mio denaro?
La cauzione dovrebbe essere restituita non appena è disponibile il conteggio finale. Deve concedere al locatore il tempo necessario per preparare tale conteggio, ma francamente sette mesi sono troppi. Ma nell’anno che segue la fine del rapporto di locazione, la banca svincolerà la cauzione soltanto se il locatore è d’accordo. Se lei non vuole più aspettare, può chiedere alla competente autorità di conciliazione locale lo svincolo della cauzione.
- Ho posato una moquette nel mio appartamento senza chiedere il permesso al locatore. Ora, traslocherò in anticipo rispetto alla scadenza prevista. L’inquilino subentrante che ho trovato sarebbe disposto a ritirare il tappeto e a pagarmi un certo importo. Il locatore ha tuttavia optato per un altro inquilino che non vuole ritirare il tappeto. Ne ha il diritto?
Sì. La scelta del subentrante spetta al locatore. Se il subentrante da lei auspicato è proponibile e per di più disposto a riprendere il contratto di locazione in essere alle stesse condizioni, lei è liberato dall’obbligo di pagare la pigione secondo il contratto. Dovete tuttavia rimuovere il tappeto a sue spese prima della consegna dell’appartamento.
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Conflitti di vicinato
- I ciliegi del vicino oltrepassano il recinto e invadono il nostro terreno. Il vicino non ha reagito alle ripetute richieste di tagliare i rami. Abbiamo allora deciso di segarli noi. Il vicino minaccia di adire le vie legali. Ha in mano qualcosa contro di noi?
No, se lei ha rispettato talune condizioni. Il diritto di tagliare i rami sussiste se i rami vi causano un notevole disturbo, a meno che tale diritto sia escluso dalla legislazione cantonale. La gravità del disturbo va giudicata di caso in caso. Per la giurisprudenza, non basta che cadano delle gocce d’acqua e foglie in proporzioni normali. Inoltre lei deve dapprima aver concesso al vicino un termine adeguato per porre egli stesso rimedio alla situazione.
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Compravendita e garanzia
- Recentemente, durante una fiera, un venditore mi ha convinto a comperare un divano. Adesso mi pento dell’acquisto. Ho il diritto di recedere dall’acquisto?
No. La legge prevede un termine di revoca di sette giorni solo per i contratti di vendita a domicilio. I contratti conclusi durante una fiera sono espressamente esclusi dal campo d’applicazione della legge. Naturalmente, il venditore è libero di concederle ugualmente un diritto di revoca. Può garantirglielo anticipatamente per iscritto o concederglielo in seguito per compiacenza.
- Quattro mesi fa ho comperato una macchina fotografica digitale. Quando ha smesso di funzionare un paio di giorni fa, l’ho subito portata a riparare. Sfortunatamente vado in vacanza fra poco e la riparazione non sarà ultimata prima della mia partenza. Posso chiedere una macchina fotografica di ricambio per le vacanze fintanto che la riparazione non è terminata?
In linea di principio no. Lei ha diritto a una macchina fotografica di ricambio per la durata della riparazione solo se ciò è stato stabilito per contratto. Lo stesso vale anche durante il periodo di garanzia. Chieda ugualmente al suo negoziante. Con un po’ di fortuna le metterà a disposizione un apparecchio di ricambio a titolo di cortesia.
- La mia nuova automobile mi crea dei fastidi. Ancora non si sa quale sia l’origine del problema. Cosa faccio se il difetto non viene identificato prima della scadenza della garanzia?
Reagisca rapidamente e correttamente, altrimenti rischia la prescrizione dei suoi diritti di garanzia. La notifica dei difetti non basta a interrompere il termine di garanzia. Per interrompere la prescrizione esistono due possibilità. Può far constatare il difetto dal garagista oppure chiedergli di prolungare esplicitamente il periodo di garanzia. Se si rifiuta, non le resta che presentare una domanda di esecuzione nei confronti del garage chiedendo la restituzione del prezzo d’acquisto del veicolo. L’esecuzione interrompe anch’essa la prescrizione.
- Oggi il postino mi ha portato un pacco contenente libri di una ditta di vendita per corrispondenza. Sono sicuro però di non aver mai ordinato niente presso questa ditta. Devo rispedirle i libri?
No. Se una ditta le manda della merce non ordinata, non deve pagarla. Può anche tenere la merce, buttarla via o usarla. Tuttavia, bisogna informare il mittente quando un invio di un oggetto mai ordinato è manifestamente dovuto a un errore. Le spese di spedizione devono essere assunte dal mittente.
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Assicurazioni
- Ho delle difficoltà finanziarie. Quali rischi corro se non pago più i premi per l’assicurazione di base della cassa malati?
Rischia una sospensione delle prestazioni. Rimane assicurato, ma le spese mediche incorse le verranno rimborsate soltanto dopo che avrà pagato interamente gli arretrati dei premi, le partecipazioni alle spese, gli interessi moratori e le spese d’esecuzione. La cassa malati deve dapprima inviarle un sollecito scritto per i premi o le partecipazioni alle spese scaduti. Se ciò nonostante lei non paga gli importi dovuti, la cassa può presentare domanda di esecuzione nei suoi confronti.
La sospensione delle prestazioni prende effetto soltanto dopo che la cassa ha presentato all’Ufficio esecuzione e fallimenti una domanda di proseguimento dell’esecuzione. Parallelamente, la cassa deve anche informare i servizi sociali competenti. Importante: dal 1° gennaio 2006 chi è in arretrato col pagamento di premi e partecipazioni non può più cambiare cassa malati.
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Opere sociali
- Mia madre deve andare in un ricovero. Sinora ha vissuto in condizioni modeste e con la sua piccola rendita riusciva a malapena a pagare le sue fatture. Ora un collega mi ha detto che essendo suo figlio mi devo assumere i costi supplementari del ricovero. È vero?
Sì. Il legislatore ha previsto il cosiddetto obbligo di assistenza tra parenti all’art. 328 del Codice civile. Rientrano tuttavia nel novero delle persone tenute a pagare soltanto i parenti in linea diretta che vivono in “condizioni agiate”. Per l’accertamento dell’obbligo di assistenza, i servizi sociali richiedono i dati fiscali. Secondo le direttive COSAS (www.skos.ch) la verifica va effettuata soltanto a partire dai seguenti redditi: persone sole a partire da CHF 60'000.-, persone coniugate a partire da CHF 80'000.-, supplemento per ogni figlio CHF 10'000.-.
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Di chi è la responsabilità?
- Il gatto dei vicini è entrato nel nostro appartamento dalla finestra e ha sfilacciato le costosissime tende di seta. Il mio vicino è obbligato a sostituirle?
No. Il detentore di un animale è responsabile del danno da esso cagionato solo se non lo ha sottoposto a una vigilanza sufficiente. Al detentore si può chiedere soltanto di adottare le misure del caso. Nella fattispecie, il detentore non avrebbe potuto sorvegliare costantemente il proprio gatto, che è libero di andare e venire.
- Mia madre è scivolata sul piazzale ghiacciato di un centro commerciale e cadendo le si sono rotti gli occhiali. Può chiedere al centro commerciale i soldi per un paio di occhiali nuovi?
Il proprietario del centro commerciale risponde del danno solo se questo è stato cagionato da un difetto di manutenzione. Ci si può aspettare dal proprietario che sparga del sale sul piazzale ghiacciato. Se non lo ha fatto o se non ha sparso una quantità di sale sufficiente, è responsabile del danno causato.
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Circolazione stradale
- Qualche giorno fa sono incappato al volante della mia automobile in un controllo polizia. Benché fossi completamente sobrio, ho dovuto soffiare nel palloncino. La polizia ha il diritto di sottopormi a un test di alcolemia anche in assenza di concreti sospetti?
Sì. Quando è stato ridotto il limite massimo di alcolemia da 0,8 a 0,5 per mille, sono stati introdotti anche i cosiddetti controlli a sorpresa del tasso di alcolemia nel sangue. La polizia può quindi procedere a un controllo dell’alcolemia anche in assenza di concreti sospetti. Per le altre droghe la situazione è diversa: i controlli a sorpresa sono ammessi soltanto in caso di sospetto consumo di droga.
- Ieri, mentre posteggiavo, ho urtato leggermente un’altra vettura. Visto che il conducente non era presente, ho lasciato il mio biglietto da visita sul parabrezza, sotto il tergicristallo della sua vettura. Ho sbagliato?
Sì. Chi provoca un danno deve subito avvertire la persona lesa, foss’anche di notte. Se la persona lesa è sconosciuta o irraggiungibile, si deve subito avvertire la polizia. Altrimenti rischia un procedimento penale e amministrativo per inosservanza dei doveri in caso d’infortunio oppure in certi casi addirittura per essersi sottratto a una prova del sangue.
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Eredi
- Mio zio è deceduto due mesi fa. Ho sentito dire che era gravemente indebitato. Visto che dispongo di una chiave di riserva per il suo appartamento, vorrei salvare un antico divano dall’asta, e poi rinunciare alla successione. Ne ho il diritto?
No. Questo modo di procedere comporta come minimo un certo numero di rischi. Tutti gli attivi del defunto, ma anche i suoi debiti, passano alla sua morte automaticamente agli eredi. Per farsi un’idea della situazione patrimoniale del defunto, ogni erede può chiedere all’autorità competente, entro il termine di un mese dal decesso, che venga allestito un inventario. Se un erede non vuole acquistare l’eredità, può rinunciare alla successione.
La rinuncia deve essere dichiarata all’autorità competente entro un termine di tre mesi dal momento in cui l’erede ha saputo del decesso. Se lei si è immischiato negli affari della successione già prima che spirasse il termine di rinuncia, ad esempio portando a casa oggetti appartenenti alla massa ereditaria, non può più rinunciarvi. Sono eccettuati gli atti di semplice amministrazione.
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Divorzio
- Io e mio marito vogliamo divorziare. Poco prima del divorzio, mio marito ha trasferito a un suo amico un’importante somma di denaro dal suo conto stipendio, in regalo. Io non sono d’accordo. Devo veramente accettare questa donazione?
Sì, la donazione è giuridicamente valida. Tuttavia, le donazioni fatte da un coniuge negli ultimi cinque anni senza il consenso dell’altro sono reintegrate negli acquisti al momento del divorzio. Ciò significa che il regime matrimoniale viene diviso come se non vi fosse mai stata alcuna donazione.
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